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Lavoro tattico e organico: connubio possibile con la telemetria (F. Munzone) Dall’analisi in tempo reale emergono alcuni dati interessanti sulla valutazione del lavoro e si sfatano alcuni luoghi comuni.

In un lavoro precedente effettuato con giocatori della primavera di una squadra di serie A, avevo verificato che, in realtà, la dimensione del campo ha piu’ influenza sull’intensità del lavoro che non il numero di tocchi. Un possesso palla 4 contro 4 in un campo 20x40m effettuato per 3’, è molto più impegnativo ad esempio (dal 92 al 100% HRM) rispetto al medesimo lavoro svolto su di un campo 20x30m (dal 84 al 95% HRM), anche se, è giusto ricordarlo, l’impegno muscolare nel secondo caso risulta, a sensazione del giocatore, maggiore. Dall’analisi in tempo reale emergono alcuni dati interessanti sulla valutazione del lavoro e si sfatano alcuni luoghi comuni.

Lavoro tattico e organico: connubio possibile con la telemetria - Fabio Munzone, preparatore atletico –

Da molto tempo il tema della valutazione del reale carico di lavoro dell’allenamento è al centro dei pensieri di diversi allenatori
e preparatori atletici. Nel tempo si sono sviluppati diversi sistemi più o meno attendibili, il più delle volte assolutamente empirici e, soprattutto, mai in grado di dare una reale valutazione di ciò che sta accadendo sul campo d’allenamento in tempo reale. Sicuramente molti preparatori avranno sperimentato, a proprie spese, la terribile sensazione che si prova quando, a fine allenamento, si verifica che il risultato dell’analisi delle frequenze cardiache dei giocatori mostra un carico di lavoro molto diverso da quello previsto. “La prossima volta però so cosa fare” è quello che ci consola davanti ad un risultato così. Il problema è che la volta dopo le condizioni sono diverse, i giocatori non sono esattamente nelle stesse condizioni psico-fisiche, e la possibilità di non centrare nuovamente l’obiettivo identica. Il sistema Hosand TM 200 (TMpro) arriva in soccorso dei preparatori per risolvere questo problema e non solo.
L’ipotesi
Collaborando con diversi allenatori e con squadre di diverse categorie, ho provato a verificare sul campo se alcune esercitazioni, che venivano abitualmente utilizzate come mezzi allenanti per determinate qualità fisiologiche, fossero realmente in grado di centrare l’obiettivo. Dovendo effettuare un lavoro condizionante per incrementare la capacità lattacida specifica e la potenza aerobica, a 40 giocatori professionisti, appartenenti a due diversi club della serie C1, ed a 20 giocatori dilettanti è stata proposta un’esercitazione di possesso palla 5 contro 5, in un campo 20x40m, della durata di 4’ con 2’ di recupero tra ciascuna esercitazione, per un totale di 3 esercitazioni per ciascun gruppo. Durante il lavoro, avevamo come obiettivo quello di far lavorare i giocatori tra l’85 ed il 95% della massima frequenza cardiaca (HRM). Tale lavoro è stato effettuato per 3 allenamenti da ciascun gruppo, a distanza di una settimana uno dall’altro. Con gli allenatori avevamo stabilito che, durante l’esercitazione, avremmo chiesto ai giocatori di eseguire l’esercitazione ad un tocco, a due tocchi ed a tocco libero in modo da, così si supponeva, rendere più o meno impegnativa l’esercitazione. Normalmente, infatti, si pensa che un’esercitazione con la palla ad un tocco sia più impegnativa di una a tocco libero. Con il sistema Hosand TM 200 (TMpro) potevo monitorare l’intensità del lavoro e suggerire all’allenatore se e quando modificare il numero di tocchi.
La verifica
Con tutti e tre i gruppi di lavoro abbiamo verificato che, a differenza di quanto si era supposto, non vi era una marcata differenza tra le fasi ad un tocco, a due tocchi od a tocco libero, indipendentemente dall’ordine in cui le stesse venivano proposte. Il lavoro veniva comunque svolto dalla maggior parte dei giocatori all’interno dei limiti cardiaci richiesti, con differenze che oscillavano dal 1 al 3% tra le diverse fasi ma non in modo costante (in alcuni giocatori l’impegno maggiore non coincideva sempre con la stessa quantità d tocchi imposta). Nei professionisti c’era effettivamente una leggera
differenza a favore del lavoro ad un tocco ma in misura poco significativa (meno del 2%), mentre nei dilettanti si è verificato l’esatto opposto: il lavoro più faticoso risultava essere quello a tocco libero, con una differenza
di poco superiore al 3% rispetto al lavoro ad un tocco. Abbiamo ipotizzato che tale risposta nei dilettanti possa essere dovuta allo scarso livello tecnico dei giocatori che, compiendo molti errori nell’esercitazioni ad uno e due tocchi, trovano nel lavoro a tocco libero l’unico momento in cui realmente impegnarsi per recuperare la palla.
Conclusioni

Con mezzi tradizionali è possibile verificare a lavoro terminato se è stato o meno raggiunto l’obiettivo. Con Hosand TM200 (TMpro) è stato possibile non solo verificarlo in tempo reale ma anche modificare la proposta di lavoro in modo da rendere il lavoro il più utile possibile per la risposta organica richiesta..










 
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